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Il Tapping in Psicoterapia

EFT come strumento indispensabile per ogni terapeuta

L’integrazione di tecniche orientali e occidentali sta avendo molto successo nel campo della salute e della promozione del benessere.

Da terapeuta corporea mi piace conoscere e sperimentare nuove tecniche bottom-up, cercando di coglierne gli aspetti essenziali e pratici, per poi integrarle nel lavoro e nella vita.

Le tecniche bottom-up hanno la caratteristica di partire da un lavoro sul corpo per arrivare ad una comprensione cognitiva del blocco o del trauma che si vuole superare.

EFT è uno strumento che ritengo indispensabile nella cassetta degli attrezzi dei miei pazienti perché li aiuta a riequilibrarsi in maniera semplice e veloce.

Pur essendo una tecnica basata su discipline orientali, il tapping trova la sua massima espressione nella psicologia occidentale.

Per comprendere meglio che cos’è EFT, ti invito a leggere l’articolo: EFT-Tapping.

Foto di Birgit_H da Pixabay

Il lavoro che si fa utilizzando EFT durante un percorso di psicoterapia è molto diverso da quello che si fa “a casa” anche se la procedura è la stessa. Il tapping, usato in terapia, permette di lavorare più in profondità sui vari aspetti che compongono il sintomo disturbante. Il terapeuta che conosce ed utilizza questo metodo, può guidare il paziente nell’elaborazione del problema attraverso specifiche domande che servono ad aggirare le eventuali difese di evitamento; in questo modo, la persona viene accompagnata a confrontarsi con aspetti che da sola potrebbe non voler vedere.

Il tapping “a casa”, invece, è utilizzato come rimedio nei momenti in cui si perde il controllo a causa di forti stati emotivi come attacchi d’ansia, rabbia e altre emozioni disturbanti o per alleviare le tensioni muscolari. Inoltre, il picchiettare i punti dei meridiani cinesi stimola la produzione di endorfine, un neurotrasmettitore che induce benessere e felicità, quindi, anche il picchiettarsi senza obiettivi, favorisce uno stato di calma e benessere.

Negli ultimi tempi sto sperimentando con successo l’integrazione di EFT con la tecnica psicoterapeutica EMDR (Eyes Movement Desensitization and Reprocessing) per avere risultati ancora più immediati e duraturi nel tempo.

Un’esperienza reale di tapping per eliminare i rumori disturbanti

Un giorno, una ragazza che stavo seguendo in terapia, mi comunica di provare un certo disagio in presenza di alcuni rumori emessi dalle persone intorno a lei. In particolare, era molto disturbata dalle persone che masticavano, sbadigliavano, si sfregavano i vestiti, cliccavano le penne o camminavano con i tacchi. Non era infastidita da tutte le persona, ma solo da alcune e non siamo riuscite a trovare nessuna caratteristica che le accomunasse.

Abbiamo, così, scoperto che soffriva di misofonia: una patologia poco conosciuta che consiste nel provare forti reazioni emotive in risposta a particolari suoni.

Insieme, abbiamo deciso di sperimentare quello che poi è diventato il protocollo che utilizzo in queste situazioni: abbiamo scelto alcuni suoni disturbanti e li abbiamo ascoltati praticando EFT e EMDR con l’intento di sostituire lo schema disfunzionale con uno neutro o positivo. Abbiamo trattato ogni suono più e più volte, dal più tollerabile a quello che scatenava le reazioni più forti, fino a raggiungere uno stato di indifferenza o addirittura una sensazione positiva. Il lavoro è stato svolto anche a casa, tra una seduta e quella successiva, ed ha portato ad ottimi risultati stabili nel tempo.

Se soffri di misofonia, puoi leggere l’articolo in cui ne parlo.

Ricerche scientifiche

La ricerca sulla psicologia energetica ha raggiunto gli standard stabiliti dalla Society of Clinical Psychology (la Division 12 dell’APA, American Psychological Association) in quanto “approccio basato su prove”.

Affinché un trattamento venga designato come “efficace”, gli studi devono dimostrare che il trattamento è migliore di quello ricevuto da una lista di attesa, di un placebo o di un trattamento efficace stabilito.

L’EFT ha soddisfatto gli standard APA come trattamento “efficace” per fobie, ansia, depressione e PTSD.

Studi americani sull’efficacia di EFT si possono trovare a questa pagina: https://www.eftuniverse.com/research-studies/eft-research (se si utilizza il browser Chrome, è possibile tradurre direttamente le pagine in italiano).

Immagina che vantaggi potresti avere inserendo questa tecnica nella tua vita!

EFT – Tapping

Gestione delle Emozioni con il Tapping

EFT è l’acronimo di Emotional Freedom Techniques che in italiano significa “Tecniche di Libertà Emotiva”; infatti la sua caratteristica più amata è quella di liberarci dalle emozioni fastidiose in poco tempo e con semplicità.

Qualche anno fa seguivo una giovane donna in carriera che sperimentava forti attacchi d’ansia ogni volta che si trovava nelle condizioni di gestire più impegni in un breve periodo di tempo: i figli da accompagnare a scuola, la presentazione per una riunione di lavoro, i clienti, la famiglia.

Comfreak / Pixabay

Il suo sistema di allarme andava completamente in tilt facendole sperimentare tutti i sintomi tipici dell’ansia: respiro affannato, tachicardia, giramenti di testa, crampi nella zona addominale, voglia di fuggire lontano

Un giorno in cui era particolarmente agitata, le ho proposto di provare EFT durante la seduta, proprio mentre stava vivendo un momento di forti emozioni. Il SUD (Unità di Disturbo Soggettivo, scala di valutazione dell’intensità del disturbo che va da 0 a 10) da cui siamo partite era uguale a 10, il livello più alto della scala, ma dopo 5-6 “giri” era sceso a 4, per poi arrivare a 0 dopo qualche altro set.

La donna ha iniziato ad usare EFT ogni volta che si sentiva sopraffatta dalle emozioni ottenendo ottimi risultati che sono rimasti stabili nel tempo.

Immagina quali risultati potresti ottenere imparando a trasformare le emozioni negative.

Immagina che vantaggi potresti avere inserendo questa tecnica nella tua vita!

In questo primo articolo ti spiegherò che cos’è EFT e come mai funziona così bene.

Nei prossimi articoli troverai alcuni approfondimenti e una guida in cui potrai imparare ad usare questa tecnica per il tuo benessere quotidiano.

Come è nata la tecnica EFT

Nel 1980, Roger Callahan, psichiatra americano e studioso di tecniche basate sui principi della medicina tradizionale cinese (MTC), aveva in terapia una donna di nome Mary che presentava i sintomi di una forte fobia per l’acqua, in tutte le sue forme (mare, piscina, pioggia, vasca da bagno, ecc..); la vita di Mary era talmente condizionata dalla sua fobia da non riuscire nemmeno a fare il bagnetto ai propri figli!

PublicDomainPictures / Pixabay

Nonostante il dr. Callahan avesse provato ogni tipo di approccio terapeutico, dall’ipnosi alle varie tecniche della Terapia Cognitivo Comportamentale, i risultati erano minimi.

In quel periodo, Callahan stava studiando il funzionamento dei meridiani del corpo (alla base della MTC) e gli venne l’idea di provare a trattare i sintomi fisici lamentati da Mary durante le sedute utilizzando le tecniche apprese; infatti, la donna, provava un forte mal di stomaco ogni volta che pensava all’acqua o che ne veniva in contatto.

Il dottore Chiese a Mary di pensare all’acqua e di picchiettare con le dita un punto sotto l’occhio (in quella zona passa il meridiano legato allo stomaco) nel momento in cui percepiva il malessere. Callahan racconta che, solo dopo qualche minuto di picchiettamento, il fastidio allo stomaco era sparito insieme alla paura dell’acqua!

Immagino che il dr. Callahan abbia proseguito con la terapia fino alla completa scomparsa della fobia di Mary perché, come sappiamo dallo studio delle neuroscienze, ci vuole un po’ di tempo per creare le necessarie associazioni che permettono la scomparsa del sintomo in maniera duratura e stabile.

In seguito a questa esperienza, il dottore, approfondì gli studi e sviluppò una tecnica che chiamò TFT (Thought Field Therapy), “Terapia del Campo Mentale”. Tale tecnica consisteva nel picchiettare con le dita alcuni punti del corpo posizionati sui meridiani energetici; per ogni disturbo era prevista una specifica sequenza (“algoritmo”) che andava ad agire sugli organi o sugli apparati coinvolti.

C’era, però, un problema: gli algoritmi di TFT erano troppo complicati da utilizzare senza l’aiuto di una persona esperta e preparata.

L’ostacolo fu superato da Gary Craig, ingegnere ed esperto di PNL (Programmazione Neurolinguistica) nonché studente di Callahan, negli anni ’90. Cercando di semplificare le sequenze di picchettamenti, per rendere il metodo fruibile a tutti, Craig scoprì che si potevano ottenere gli stessi risultati anche stimolando solamente il primo punto di ciascuno dei 14 meridiani.

Craig chiamò il suo nuovo metodo “EFT” (Emotional Freedon Tecniques) e decise di divulgarlo gratuitamente per contribuire alla crescita spirituale degli utilizzatori e per dare a tutti l’opportunità di aumentare il proprio stato di benessere e raggiungere la pace interiore.

 

Attualmente l’agopuntura viene utilizzata in tutti gli ospedali occidentali e la scienza ha riconosciuto la sua validità nell’aumentare il benessere delle persone. Recentemente i ricercatori hanno scoperto l’esistenza dei dotti di Bonghan* che corrispondono ai meridiani cinesi; queste strutture filiformi che percorrono il corpo umano trasportano una grande quantità di informazioni.

Secondo la MTC, i meridiani sono canali energetici che trasportano il Chi, la forza vitale, ad organi ed apparati del corpo. I canali hanno dei punti di accesso a questa energia (“terminazione energetica”) che possono essere stimolati (con aghi, dita o altro) per sciogliere eventuali blocchi o riequilibrare gli organi a cui afferiscono.

*Kim Bonghan, ricercatore nordcoreano che descrisse queste strutture negli anni ’60.

Ma che cos’è EFT?

EFT viene definita come uno strumento di “psicologia energetica”* perché utilizza l’antica tecnica dell’acupressione cinese unita alla moderna psicologia.

L’acupressione è chiamata anche “agopuntura senza aghi” e consiste nel fare pressione con le dita o altri oggetti sui punti dei meridiani cinesi interessati; nel nostro caso, la pressione è esercitata dal picchiettamento o “tapping” effettuato con la punta delle proprie dita.

Più precisamente, attraverso il picchiettamento o “tapping” dei punti posti sui meridiani energetici cinesi mente si focalizza l’attenzione sull’emozione negativa o sul disturbo, si è in grado di riattivare la circolazione energetica che porta il sistema mente-corpo a ritrovare il naturale equilibrio. Inoltre, come vedremo più avanti, questa stimolazione calma l’attività dell’amigdala favorendo uno stato di rilassamento profondo che permette una migliore gestione di ansia, stress ed emozioni negative.

EFT è uno strumento non invasivo e utile nella vita di tutti i giorni che serve ad interrompere velocemente la reazione di stress del corpo procurando un benessere quasi immediato.

* Il Tapping fa parte della “psicologia energetica”, una branca emergente della psicologia che si basa sulla stimolazione dei punti dei meridiani cinesi (agopuntura senza aghi). La ricerca sulla psicologia energetica ha raggiunto gli standard stabiliti dalla Society of Clinical Psychology (la Division 12 dell’APA, American Psychological Association) in quanto “approccio basato su prove”.

Come funziona il Tapping

Non si perché funziona, ma EFT funziona. Il picchiettamento dei punti dei meridiani invia un segnale di calma al cervello e suscita un senso di sicurezza. Il tapping blocca la risposta di attacco/fuga dell’amigdala e disattiva le reti neurali che vengono solitamente stimolate nelle situazioni di stress. In poche parole, EFT funziona bene nella regolazione di ansia e stress perché “calma” l’amigdala.

L’amigdala è il nostro rilevatore di pericoli: quando una situazione viene catalogata come “pericolosa”, questa ghiandola innesca una reazione chiamata Fight or Flight (attacco/fuga) che serve a proteggere la nostra vita.

PublicDomainPictures / Pixabay

Immagina di trovarti in una strada buia di una zona che non conosci, senti dei rumori e noti che il tuo battito cardiaco aumenta di intensità, il respiro si fa più corto, i tuoi muscoli si irrigidiscono e i tuoi sensi sono all’erta. La tua amigdala ha lanciato un segnale di potenziale pericolo che ti sta preparando a combattere o a fuggire; il sangue viene pompato verso le estremità del corpo per potenziare i muscoli, vengono prodotte grandi quantità di cortisolo (detto anche “ormone dello stress”), adrenalina e altre sostanze utili ad un’azione immediata. Il nostro organismo viene messo sotto stress per poterci garantire maggiori probabilità di sopravvivere.

Se arriviamo a casa sani e salvi, il nostro organismo ritorna ad uno stato di equilibrio e tranquillità; se invece veniamo aggrediti in quella strada buia, la nostra mente genera un’associazione (strada buia = pericolo di morte) che rimane memorizzata in una rete neurale che verrà riattivata ogni volta che ci troveremo in prossimità di una strada buia o anche solo quando ripenseremo alla terribile situazione vissuta.

Quando riviviamo un’esperienza negativa nella nostra mente, creiamo una “risposta limbica” che innesca l’amigdala che, a sua volta, mette in moto le reazioni che abbiamo descritto prima, proprio come se l’evento stesse accadendo di nuovo, proprio ora. Ma se iniziamo a picchiettare i nostri meridiani mentre ci concentriamo sull’evento stressante, l’amigdala riceve un segnale di calma e interrompe il processo di attivazione. Sembra che il tapping stimoli il nostro cervello a produrre endorfine, un neurotrasmettitore che induce benessere e felicità.

jill111 / Pixabay

Attraverso la ripetizione, l’evento negativo perde la sua minacciosità e viene catalogato dal cervello come “non pericoloso”; in questo modo abbiamo riprogrammato la risposta limbica attraverso la creazione di una nuova associazione positiva riconquistando la possibilità di tornare a camminare al buio senza sperimentare quell’eccessiva angoscia, ma solo una fisiologica tensione che serve a proteggerci dai pericoli reali.

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Dott.ssa Sarah Pederboni – Psicologa Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

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